Sono 108 i protocolli d’intesa per il sociale sottoscritti nel corso del 2025 da Spi Cgil, Fnp Cisl e Uilp Uil con i Comuni, in provincia di Brescia.
Il dato emerge dalla riunione di lunedì 23 marzo dei sindacati, in cui si è fatto il punto dell’attività negoziale svolta e si sono concordate le linee guida per il proseguimento del lavoro.
La negoziazione è un’attività fondamentale con cui lo Spi, insieme alle altre organizzazioni sindacali dei pensionati, diffuse con i loro presidi in città e provincia, si fa rappresentante dei bisogni sociali che incontra attraverso l’ attività e chiede ai Comuni interventi per anziani e fasce deboli della popolazione.
Molti gli interventi concordati attraverso questa attività che, nel Bresciano, trova radicamento e diffusione: vengono definiti limiti ISEE per accedere ai servizi del Comune, vengono concordati servizi come i pasti a domicilio, assistenza a domicilio per le persone non autosufficienti, servizi di trasporto gratuito o agevolato, contrasto al problema della povertà energetica (gas e luce), l’offerta di occasioni di socialità, interventi di esenzione sulle imposte locali e molto altro.
Spesso i Comuni registrano avanzi di esercizio che i sindacati sollecitano a destinare ad azioni straordinarie di politica sociale. I pensionati svolgono per le loro comunità molti servizi gratuiti e di volontariato, è una circostanza che dev’essere valorizzata e fa capire che non si tratta di rivendicare servizi a scapito di altre categorie di cittadini, al contrario si tratta di ribadire il vincolo di solidarietà che unisce tutti gli abitanti della comunità locale.
Di tutto questo si è riflettuto nella riunione delle organizzazioni in cui sono intervenuti, oltre ai segretari generali di Spi Cgil, Fnp Cisl e Uilp Uil Brescia, Mauro Paris, Roberto Bocchio e Cesare Meini, molti degli attivisti sindacali impegnati, sul territorio, nel rapporto con i Comuni.
Emerge un quadro di accrescimento del bisogno sociale e delle fragilità reddituali.
La novità principale nelle linee guida per il 2026 è la richiesta ai comuni di costituire l’Anagrafe della fragilità. Si tratta di individuare i fattori che, sovrapponendosi tra essi, producono grandi fragilità: povertà, malattie croniche, non autosufficienza, fragilità abitativa. Lo scopo è prevenire le situazioni irreparabili intervenendo tempestivamente e integrando la risposta del comune con quelle degli altri attori del sistema sociosanitario.
Per sapere se il proprio Comune di residenza ha sottoscritto l’intesa per il sociale e conoscerne i contenuti, è possibile fare riferimento alla sede Spi.

