Ci sono novità significative, che intervengono da lunedì primo giugno, per gli ultra 70enni in materia di invalidità.

Come noto, Brescia dal 1° gennaio 2025, sperimenta la riforma della disabilità: tra numerose difficoltà la nostra provincia, insieme inizialmente ad altre otto, ha avviato il percorso che è stato, successivamente, proseguito anche in altre città italiane e che dal 1° gennaio 2027 dovrebbe riguardare tutto il Paese.
L’avvio della riforma ha determinato un nuovo certificato medico introduttivo che ha già valore di domanda (a patto che vengano presentati dal cittadino i dati socio economici, pratica che può essere svolta dal patronato) e l’Inps è divenuto l’unico ente accertatore.
Passaggio che si è affermato con grande difficoltà: dapprima per i problemi del certificato stesso, per i suoi costi, e, in una seconda fase, per i gravi ritardi accumulati in fase di valutazione dovuti a problematiche di natura organizzativa. Ora giungono le novità che, in alcuni casi, riportano al modello precedente.

La legge 50 del 20 aprile 2026 di conversione del decreto Pnrr stabilisce che,  per gli ultra 70enni in determinate condizioni, anche nelle province teatro della sperimentazione, l’accertamento della condizione di invalidità torni al modello precedente.
Questo significa che il certificato medico non ha più valore di domanda (andrà corredato da apposita richiesta che può essere effettuata attraverso il patronato) e la valutazione della condizione di invalidità non è più in capo all’Inps ma alle Commissioni istituite presso le Asst.
Nel dettaglio, la novità riguarda:
– persone che hanno compiuto 70 anni
– affette da almeno una patologia cronica
– in condizioni cliniche caratterizzate , anche in funzione dell’età anagrafica, dalla progressiva riduzione delle normali funzioni fisiologiche suscettibili di aggravarsi con l’invecchiamento e di determinare il rischio di perdita dell’autonomia nelle attività fondamentali della vita quotidiana.

Sarà il medico certificatore a stabilire se sussistono tutte e tre le condizioni ed indirizzare il paziente verso il percorso corretto.
Cambiamenti con profonde implicazioni organizzative, anzitutto per il sistema sanitario regionale. Andranno infatti riattivate commissioni in fase di dismissione nelle Asst. I sindacati pensionati temono che i cambiamenti in corso comportino, senza adeguati supporti, nuovamente gravi disagi e incertezze per persone che vivono già una forte condizione di fragilità e sono impegnati a fare sentire la voce delle persone che rappresentano. Un costo sociale insopportabile che, tutte le istituzioni coinvolte devono impegnarsi ad evitare.
Lo Spi e il Patronato Inca Cgil sono a disposizione per supportare nella domanda e in tutti gli adempimenti necessari, supportare le persone nel conoscere i loro diritti e rendere concreto il loro ottenimento.